MILON MELA, LA FESTA DEGLI INCONTRI

2 Settembre 2008
21:30

Canti, musiche, danze sacre e arti marziali dell’India.
Regia Abani Biswas
Uno spettacolo dinamico e piena di energia capace di catturare l’attenzione e la partecipazione di spettatori e passanti. Il drammatico assolo dei tamburi ed i toni vibranti del piffero danno il via alla parata: in testa i musicisti Baul, seguiti dai combattimenti e dai fuochi roteanti del Kalaripayattu e dalle danze acrobatiche dei Chhau.

Milon Mela
Ogni gruppo presenta con maestria la propria disciplina: lo spettacolo nasce dall’incontro di lavoro fra artisti e maestri tradizionali dell’ India, guidati da Abani Biswas con l’intento di presentare al pubblico europeo (anche al fine di salvaguardarne la memoria) alcune delle più antiche discipline dell’India, caratterizzate da tecniche performative altamente sviluppate e raffinate e quindi molto spettacolari.
Il Chhau è un’ antica danza sacra praticata da popolazioni tribali contadine che, danzando invocano il dio Shiva per le piogge e il buon raccolto. Danzata esclusivamente da uomini, si distingue per l’uso delle bellissime maschere (pesanti fino a 4 kg.) raffiguranti le variopinte divinità induiste, i demoni e gli spiriti tribali.
Il Kalaripayattu è la più antica arte marziale dell ‘India. Viene dal Kerala e si ritiene sia la madre di tutte le discipline artistiche del sud dell’India, come anche del Katakali. I movimenti coprono le direzioni dei 4 punti cardinali e coinvolgono tutto il corpo e gli occhi. Nei combattimenti vengono usate diversi tipi di armi: bastoni, coltelli a una e più lame, spade, scudi e il fuoco.
I Baul del Bengala provengono da una comunità di “cantori mistici vaganti” che risale al medioevo indiano. Sono gli unici in India, pur essendo induisti, a non riconoscere il sistema delle caste; professano l’uguaglianza di tutte le fedi e le religioni sostenendo che la Divinità è racchiusa nel Cuore di ogni Uomo. Usano strumenti tipici costruiti da loro stessi, e sono stati riscoperti da Rabindranath Tagore, il maggior poeta modemo indiano. I Baul rappresentano un esempio oltremodo interessante per noi occidentali: in essi l’arte e le tecniche creative sono diventate un modo di vita e si accompagnano alla ricerca ed alla conoscenza interiore.
La Danza Gotipua risale al medioevo indiano e continua l’antichissima tradizione delle Devadasi (fanciulle danzatrici dei templi). L ‘armonia e la dolcezza dei movimenti (alcuni anche acrobatici) e dell’ accompagnamento vocale e strumentale (Pakuaj percussione e Armonium tastiera) caratterizzano questa danza che celebra l’incontro e I’unione dell’ Uomo con la Divinità, in cui il devoto s’ identifica con l’elemento femminile (Shakibhava).
Ancor oggi viene danzata solo da bambini e da giovani ragazzi (dagli 8 ai 15 anni) che indossano vesti femminili.

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