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MINOTAURO

Regia e Interpretazione di:  Ivan Vincenzo Cozzi

   Pianoforte M. Scatena – Flauto  F. Raponi

Allestimenti Argillateatri

 

 

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 Il testo di Friedrich Durrenmatt, composto nel 1985 rielabora il mito del Minotauro, di Teseo e di Arianna in una chiave moderna: il Minotauro è la "diversità", la mostruosità di un essere diverso, escluso e recluso, innocente della propria non appartenenza alle regole; il dramma è quello della coscienza di sé e dello smarrimento di ogni individuo di fronte all'incontro con la propria coscienza.

Nel testo di Durrenmatt l'attenzione si sposta dalla necessità di "liberazione dal mostro" all'umanizzazione del mostro stesso. Il Minotauro, infatti, era considerato l'archetipo di uno degli aspetti dell'uomo ancestrale che doveva essere sottomesso al "logos", la capacità di logica, l'intelligenza, la ragione, la legge. L'autore supera tutto questo per descrivere il Minotauro dal punto di vista del diverso, dell'escluso, di colui che non può entrare nella relazione sociale e quindi non ha accesso al logos raffigurato dal filo di Arianna.

Nell'allestimento de "Il Minotauro", grazie alla partitura fisica acrobatica (sfida all'espansione nello spazio), la lettura verticale del movimento rappresenta un'elevazione del gesto, dell'intenzione e del pensiero: il logos assente in Durrenmatt.

La messa in scena è basata sull'equilibrio delle diverse forme d'espressione utilizzate per la realizzazione del testo: musica, lettura, linguaggio del corpo, ricerca ed elaborazione di testi brevi e taglienti che sottolineano i movimenti degli attori  ed  il linguaggio della straordinaria struttura scenica capace di moltiplicare le possibilità espressive del gesto.

La musica fatta di periodi fluidi che si snodano e si rincorrono, ricreano anche visivamente il mondo delle immagini, a volte confuse, in cui il Minotauro vive. Un gioco di specchi tra l’essere e la sua ombra, il corpo e le sue migliaia  di copie riflesse, che riproduce all’infinito l’illusorietà di qualsiasi tentativo di  fuga. Un racconto che corre rapido verso il tragico epilogo, e noi spettatori, nel confronto finale con Teseo, non possiamo fare a meno di parteggiare per il Minotauro”.

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